Mi accingo a scrivere queste due righe all'indomani di Romics di aprile per tentare di stilare un bilancio di questa fiera in un'edizione alquanto insolita.
Insolita prima di tutto per la dislocazione temporale, ad aprile mai vi era stata un edizione di questa mostra, e poi per la dislocazione logistica, piazzata com'era nei padiglioni 7, 8 e 9 quando solitamente ad ottobre va ad occupare i padiglioni 11, 12 e 13.
[link]Sembrerebbe un cambiamento di poco conto se non fosse che l'ubicazione "classica" permette una migliore distribuzione delle persone e anche migliori opportunità di poter fare delle foto.
Il venerdì è stato un disastro. Gente ce n'era poca ma io ero totalmente sfasato e non ne imbroccavo una. Di positivo c'è stato che ho rivisto e ho avuto modo di parlare con tanti amici anche che non vedevo da molto tempo. Del mio lavoro, però, sono stato poco soddisfatto.
Sabato e domenica le cose sono andate un po' meglio. Ero più concentrato, la ruggine è iniziata ad andare via e, sopratutto, ho avuto a disposizione il prezioso aiuto di Donatella, anche morale oltre che materiale.
Non è detto che alla fine il risultato di questi ultimi due giorni sia migliore di quello di venerdì (in cui, in pratica, ho fotografato solo ed unicamente un cosplay) ma almeno io sono stato meglio in fiera, più sereno e rilassato e questo per me è già molto considerate le insicurezze e le paure che sempre mi porto dietro.
Non appena scaricherò le foto e inizierò a metterci mano potrò avere una visione migliore della cosa.
Per il resto ho notato una tendenza che è già da un po' di tempo in atto. Il proliferare dei cosiddetti "fotografi di cosplayer della domenica" cioè di coloro che non hanno la passione del cosplayer ma semplicemente approfittano di questo genere di manifestazioni per scattare foto a dei modelli che ben volentieri si prestano a farsi ritrarre. Se si pensa che un paio d'ore con una qualsiasi modella può venirgli a costare anche 200 euro, si capisce bene come il cosplay da questo punto di vista sia un grosso "business" per loro.
Altra cosa che ho notato è la tendenza, da parte di molti fotografi, a voler a tutti i costi completare la "collezione delle figurine". Questo termine me lo disse un po' di tempo fa Operation One e debbo dire che mai definizione fu più azzeccata. La volontà, insomma, di scattare foto a tutti i cosplay presenti non limitandosi semplicemente a chiedere ma insistendo e spesso riuscendo ad apparire, ad occhi esterni, quasi ossessivi e paranoici.
Ok per il momento finisco qui le mie personalissime considerazioni post Romics. Ci sentiamo presto
Max